Il Conto Termico 3.0 è stato approvato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) lo scorso 5 agosto e verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale tra settembre e ottobre 2025.

Si tratta di uno degli strumenti più importanti messi a disposizione da Governo e istituzioni per promuovere la transizione energetica in Italia. Rispetto al precedente Conto Termico 2.0, il nuovo decreto amplia notevolmente la platea dei beneficiari, introduce maggiori risorse e incentivi più significativi, rendendo la riqualificazione energetica accessibile a un numero sempre più ampio di soggetti.

Chi può beneficiare del Conto Termico 3.0

Una delle novità principali riguarda proprio i destinatari degli incentivi

Oltre ai privati cittadini, condomini e Pubbliche Amministrazioni,  che già beneficiavano della misura, adesso la platea include anche:

  • le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), strumenti fondamentali per la produzione e condivisione di energia pulita a livello locale.
  • gli Enti del Terzo Settore
  • le imprese che operano su edifici non residenziali privati (come uffici, negozi e strutture ricettive).

Questo allargamento della platea segna un cambio di passo importante: il Conto Termico 3.0 ora diventa una misura concreta e capillare, in grado di coinvolgere cittadini, imprese, associazioni e comunità.

Risorse e contributi disponibili

Il fondo complessivo ammonta a 900 milioni di euro l’anno, di cui 400 milioni destinati alle Pubbliche Amministrazioni e 500 milioni ai privati. Una quota specifica, pari a 20 milioni di euro, è riservata alle diagnosi energetiche, strumento indispensabile per pianificare interventi mirati e realmente efficaci.

Gli incentivi previsti sono molto vantaggiosi: si può arrivare fino al 65% delle spese ammissibili, con un’attenzione particolare ai piccoli comuni sotto i 15.000 abitanti, che potranno addirittura ottenere il 100% dei costi coperti per gli interventi sugli edifici pubblici.

Quali interventi sono incentivati

Il Conto Termico 3.0 copre una vasta gamma di interventi di riqualificazione energetica e installazione di impianti da fonti rinnovabili.

Per i privati, le agevolazioni riguardano:

  • l’installazione di pompe di calore elettriche, a gas e geotermiche,
  • caldaie, stufe e generatori a biomassa,
  • impianti solari termici (anche per il solar cooling),
  • scaldacqua a pompa di calore,
  • sistemi ibridi a pompa di calore,
  • microcogenerazione,
  • allaccio a reti di teleriscaldamento efficiente.

È inoltre possibile installare impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo e colonnine di ricarica per veicoli elettrici, a condizione che siano realizzati insieme a pompe di calore.

Per le Pubbliche Amministrazioni, la gamma di interventi è ancora più ampia e comprende anche:

  • interventi di isolamento termico su pareti, coperture e pavimenti,
  • sostituzione di infissi e serramenti,
  • installazione di schermature solari,
  • sistemi di building automation,
  • illuminazione efficiente a LED,

progetti di riqualificazione energetica integrale degli edifici pubblici.

Perché è importante il Conto Termico 3.0

Il nuovo decreto si inserisce in una strategia nazionale che punta a ridurre i consumi energetici, aumentare l’utilizzo di energie rinnovabili e favorire una crescita sostenibile.

Grazie all’ampliamento dei beneficiari e all’incremento dei fondi disponibili, il Conto Termico 3.0 può diventare un volano per la diffusione delle tecnologie pulite, stimolando famiglie, imprese ed enti locali a investire in soluzioni innovative e a basso impatto ambientale.

In particolare, gli incentivi sulle pompe di calore, sul solare termico e sugli interventi di isolamento degli edifici contribuiscono non solo a ridurre le emissioni, ma anche a migliorare la qualità della vita, abbassando i costi in bolletta e aumentando il comfort abitativo.

Conclusioni

Il Conto Termico 3.0 rappresenta un passo decisivo per accompagnare l’Italia verso gli obiettivi di neutralità climatica e sostenibilità fissati dall’Unione Europea.

Chiunque stia valutando interventi di efficientamento o la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili dovrebbe informarsi sulle opportunità offerte dal decreto: un’occasione concreta per trasformare l’efficienza energetica da semplice investimento in un vero vantaggio economico e ambientale.